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Loïs Openda: Il Rilancio al Lione Dopo la Delusione alla Juventus

20 de agosto de 2026Diego Herrera3 min

Loïs Openda sta vivendo una rinascita al Lione, mostrando un'altra faccia rispetto alla sua difficile esperienza alla Juventus. Sotto la guida di Fonseca, l'attaccante belga ha ritrovato fiducia, continuità di impiego e la libertà necessaria per esprimere al meglio le sue doti offensive.

La prima parte della sua avventura con il Lione solleva inevitabilmente una domanda: il problema era realmente il giocatore o il contesto juventino? Openda ha iniziato con grande intensità e aggressività la sua nuova tappa in Francia, siglando un gol importante contro il Fenerbahçe nei preliminari di Champions League. Dopo segnali incoraggianti contro lo Sparta Praga, ha ulteriormente elevato il suo rendimento.

Il centravanti si è dimostrato incisivo, lavorando nel pressing e impegnandosi in un duello fisico con Milan Škriniar per tutta la partita. È apparso coinvolto, motivato e finalmente impiegato in un sistema di gioco che valorizza le sue caratteristiche. La Juventus lo ha ceduto in prestito al Lione per circa 3 milioni di euro, senza un'opzione di acquisto. Il club bianconero mantiene quindi il controllo del cartellino e osserva la sua crescita, ma dovrà riflettere sulle ragioni per cui un giocatore così brillante non sia riuscito a esprimersi a Torino.

Il Lione gli ha restituito fiducia

Paulo Fonseca ha compreso rapidamente le esigenze di Openda: minuti sul campo, fiducia e un ruolo ben definito. L'allenatore lo ha utilizzato con continuità, anche quando il giocatore non era ancora al massimo della condizione. Contro il Fenerbahçe, lo ha tenuto in campo fino alla fine, permettendogli di entrare gradualmente nella partita. Openda ha ripagato con disponibilità al sacrificio e continui movimenti senza palla.

Il suo contributo è andato oltre il gol. Openda ha guidato il pressing, costretto i difensori avversari a velocizzare la manovra e, una volta recuperato il pallone, ha offerto una soluzione verticale immediata. Queste sono esattamente le qualità che lo avevano reso uno degli attaccanti più pericolosi della Ligue 1 nella sua precedente stagione al Lens. La sua velocità e la capacità di creare occasioni da spazi ridotti sono rimaste intatte.

La prestazione contro Škriniar

Il confronto con Škriniar è stato un banco di prova significativo. Openda si è trovato di fronte un difensore esperto e fisicamente imponente, ma non si è tirato indietro. Al Lione si è visto un giocatore reattivo, aggressivo e prolifico in fase di corsa, mentre alla Juventus appariva spesso isolato e poco connesso con i compagni. La differenza non è solo di atteggiamento, ma anche dovuta al sistema di gioco, alla fiducia dell'allenatore e alla continuità di impiego.

Perché alla Juventus non ha funzionato

Openda è un attaccante che necessita di spazio per esprimersi al meglio, partendo in velocità e attaccando una difesa alta. Alla Juventus si è spesso trovato in partite più bloccate, con avversari chiusi nella propria metà campo e pochi metri da attaccare. Gli veniva richiesto di giocare spalle alla porta, proteggere il pallone e partecipare a una manovra lenta, compiti che non rientrano nel suo repertorio principale.

Le difficoltà collettive hanno esacerbato quelle individuali. Un centrocampo poco creativo e privo di un vero regista non riusciva a servirlo rapidamente, e quando arrivavano passaggi verticali, la difesa avversaria aveva già recuperato la posizione. La concorrenza interna e i cambi tecnici gli hanno impedito di trovare continuità. Openda non è mai diventato il punto di riferimento dell'attacco, giocando con la pressione di dover dimostrare subito il suo valore.

Al Lione, invece, Fonseca gli ha trasmesso fiducia e responsabilità. Il giocatore belga sa di poter sbagliare un movimento senza perdere automaticamente il posto, e questa sicurezza sembra averlo liberato.